martedì 10 maggio 2011

Come l'acqua per gli elefanti


Sì, lo confesso senza tanti indugi: ho scelto questo film perché c'era Robert Pattinson. E vabbè, che ci si può fare, ad ormon non si comanda! Tuttavia non ho scelto di vederlo solo per lui, ma anche perché gli spezzoni di film visti qua e là, sommati alla presenza di Reese Whiterspoon e Christoph Waltz mi ispiravano grande fiducia. Poi si prospettava anche un film con un certo spessore, parlando degli anni della Grande Depressione intessuti da quell'atmosfera circense un po' onirica un po' da fiaba. Alzi la mano chi non è rimasto estasiato dal trailer in cui si vedevano volteggiare acrobati attraverso luci puntate e dalla spettacolare fotografia delle scene. E i costumi della Reese? No dai, io appena li ho visti ho desiderato essere una domatrice di cavalli per avere tutti quei lustrini addosso!
Invece è proprio un polpettone! Eh sì, proprio noiosetto. Per carità, ti passa anche, però è proprio senza mordente. Robert che interpreta un quasi veterinario sfigato perché gli muore la famiglia proprio il giorno dell'ultimo esame lasciandolo sul lastrico per cui è costretto a cercare un lavoro e, neanche a farlo apposta, lo trova in un circo pieno zeppo di animali (che oggigiorno trovare un lavoro nel proprio campo di studi è già un miracolo, figuriamoci nel '29). La Reese che interpreta una domatrice di cavalli/scimmie/elefanti un po' indecisa se innamorarsi del figaccione sensibile o se restare con il marito, il direttore del circo (sì, casualmente la gnoccolona sta con chi manda avanti la baracca, che inconsueto deja vu), violento e dispotico. Christoph Waltz (leggi il marito cornuto) che fa stranamente il villain, un po' per vocazione un po' perché costretto dalle ristrettezze economiche. Diciamoci la verità, le uniche parti che restano davvero impresse nella memoria sono quelle con l'elefantessa Rosie, indiscussa star del circo Benzini Bros e del film stesso. Già, perché il film è un po' il solito melò con l'happy end e i personaggi stereotipati: Robert è il solito paladino del bene Edward Cullen, ma in versione non vampiresca; Christoph Waltz è il solito cattivone di Bastardi senza gloria ma in versione "sadismo contro gli animali"; Reese Whiterspoon è decisamente poco incisiva se ce la ricordiamo ai tempi di Legally blonde o di Walk the line (ma incantevole come sempre).
Mah, non è che proprio gareggiamo per gli oscar, eh...

2 commenti:

  1. Ummm...già ero indecisa...ora direi che sono quasi convinta al no (almeno per andarmene a vederlo al cinema)
    Probailmente passo e me lo guarderò a casa, vedremo

    Utile recensione :)

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  2. Decisamente un film per cui non mi sentirei (più) di spendere i soldi del biglietto!

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