lunedì 30 maggio 2011

I pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare


Questo film è un perfetto esempio della mia teoria che le saghe cinematografiche non si devono estendere oltre il terzo capitolo (eccenzion fatta per Star Wars, ovviamente!!). 
Ieri sera ho visto questa pellicola e già alla metà del primo tempo non vedevo l'ora che finisse.  Certo, se lo spettatore è un appassionato di pirati se lo gusterà ugualmente, io però l'ho trovato lento, noioso, ripetitivo e piuttosto scontato. La trama è costituito dall'affastellamento di vicende dei vari personaggi che, in un modo o nell'altro, alla fine si ricollegano assieme. Personalmente ritengo che costellare un film di così tante storie comporti l'indebolimento della vicenda principale con una conseguente perdita di interesse da parte dello spettatore che si trova disorientato davanti tanti intrecci. Gli interpreti sono senza dubbio superbi (e primo di tutti Geoffrey Rush, a mio parere) e scenografie ed effetti speciali lasciano a bocca aperta, eppure non riescono a bilanciare una storia fiacca, a mio avviso finalizzata esclusivamente a celebrare unicamente la figura di Jack Sparrow, tanto amata da bambini di tutte le età (e dai produttori cinematografici che hanno intascato un bel po' di quattrini grazie allo sgangherato capitano).
Ammetto che i primi tre capitoli mi erano piaciuti, specialmente per la storia di Will ed Elizabeth e per la loro metamorfosi piratesca. Sicuramente i nuovi personaggi non sono da meno come interpretazione, eppure non mi convincono, anzi, consolidano la mia teoria che i sequel sono come il pesce, dopo il terzo giorno puzzano!

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