mercoledì 26 agosto 2015

INGEGNERIA APPLICATA | Risonanza

tacoma bridge
Continuano le lezioni di ingegneria applicata alla vita! L’argomento di oggi è la Risonanza che può sembrare un fenomeno affascinante ma rivela in sé una potenza distruttiva inattesa. Non è un argomento semplicissimo da comprendere per cui lo spiegherò con il classico esempio che viene portato durante le lezioni di Fisica Matematica, ovvero il crollo del Tacoma Bridge.
Nel luglio del 1940  venne inaugurato ed aperto al pubblico il Tacoma Narrows Bridge sul Puget Sound, nello stato di Washington. Dopo pochissimi mesi, a novembre, il ponte crollò, a causa di fenomeni torsionali indotti dal vento neanche troppo forte (meno di 80 km/h). Il catastrofico evento fu ripreso da un docente di ingegneria che stava studiando il movimento della struttura.
Avvenne che la struttura del ponte, per effetto della risonanza, fu sottoposta ad oscillazioni torsionali talmente violente da provocare la rottura della campata principale con la conseguente caduta della carreggiata nell’acqua del fiume. Ma cos’è la risonanza? Banalmente è una condizione fisica che si manifesta nel momento in cui un sistema in oscillazioni forzate subisce una sollecitazione periodica avente la stessa frequenza del sistema stesso: il fenomeno della risonanza induce un significativo aumento dell’ampiezza delle oscillazioni, corrispondente ad un ingente accumulo di energia nel sistema, il che può avere conseguenze disastrose. Immaginate di essere su un’altalena: per una certa entità della spinta che fornite all’altalena questa andrà sempre più lontano, aumentando la velocità e l’ampiezza dell’oscillazione, finché non siete più in grado di controllare il sistema e cadrete a terra. La stessa cosa che è successa al ponte Tacoma.
Mi ha sempre affascinato questo fenomeno: una devastante corrispondenza tra un sistema e la sua forzante. Ma cosa centra la risonanza con la vita? Beh, è molto semplice. Noi trascorriamo i nostri giorni alla nostra frequenza, facendo le nostre cose, piccole o grandi che siano. Talvolta siamo in oscillazioni libere, sereni e pacifici. Altre volte subiamo una forzante (famiglia? amici? lavoro? partner?…) che perturba le nostre oscillazioni, ma per il principio d’inerzia e grazie allo smorzamento, tutto ritorna a suo posto. Capita però che arrivi quella persona (e basta sia solo una) a sconvolgere tutto: quella persona, il nostro esatto opposto o la nostra replica perfetta – non c’è una regola –, ha però la nostra frequenza ed innesca tutta la potenza distruttiva della risonanza. A quel punto non si può più fare nulla, se non arrendersi placidamente al nostro ineluttabile destino. Iniziamo a vibrare assieme, nel bene e nel male, con sempre maggiore potenza fino alla distruzione totale.
Perché la risonanza di due anime non si può arrestare.
espiazione biblioteca

10 commenti:

  1. Quindi il ponte non è crollato perché l'avevano costruito male? Ma per effetto di una particolar risonanza con il vento in quel punto del fiume???

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    1. Esatto! Ma si può anche dire che era costruito male perché non avevano tenuto conto degli effetti di questa!

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  2. Ma quanto mi è piaciuto questo post? Sai che l'ingegneria per quanto cerco di metterla da parte alle volte si insinua e mi manca? La risonanza è un fenomeno che ha intrigato tanto anche me... boh io aspetto la frequenza giusta da tempo... Complimenti per il post!!

    Erika

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    1. Grazie, Erika, è sempre un piacere essere apprezzata dal tuo palato fine :-*

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  3. Quante onde che sento ora...

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  4. Io e l'ingegneria probabilmente non andremmo mai troppo d'accordo, o almeno lo faremo nei limiti che comporta convivere con un ingegnere ;-) Ho dovuto quindi rileggere due volte la prima parte per apprezzarne la seconda e condividere il tuo pensiero.. forse in effetti mi sono avvicinata ancora di più all'ingegneria!

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    1. L'ingegneria può stupire molto per il suo fascino discreto!

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!