lunedì 10 ottobre 2016

INGEGNERIA APPLICATA | Instabilità dell’equilibrio

instabilità dell'equilibrio

Esiste un fenomeno davvero affascinante in Ingegneria, il buckling, che gli studenti italiani chiamano “instabilità euleriana” o “instabilità per carico di punta”. Immaginate un asta in acciaio, piuttosto snella, conficcata in un terreno molto rigido ed immaginate di spingerla con forza verso il basso: quest’asta resisterà fino ad un certo momento e poi inizierà a sbandare, inarcandosi, prima ancora che riusciate a spingerla a terra. Sostanzialmente voi avete esercitato uno sforzo di compressione assiale sulla vostra asta e questa ha completamente perso la sua resistenza, anche se non si è rotta, perché, si sa, l’acciaio è un materiale abbastanza resistente. Allora perché l’asta è collassata? Per un semplice motivo: comprimendola avete superato il carico critico e l’avete indotta ad entrare in una posizione di equilibrio instabile. Un po’ quello che succede a noi molto spesso quando, presi dai ritmi sincopati della vita frenetica, ci dimentichiamo che siamo esseri umani e possiamo crollare. Se crolla un’asta di metallo figuriamoci se non possiamo crollare anche noi!

Il fenomeno dell’instabilità dell’equilibrio, come dicevo, è davvero affascinante; da un istante all’altro improvvisamente cambia tutto: prima tutto funziona bene, anche sotto sforzo riusciamo a tenere ogni cosa sotto controllo, a fare tutto quello che abbiamo scritto nella nostra lista mentale, rispettiamo scadenze, ne inseriamo di nuove, ci dedichiamo al lavoro, alla famiglia, agli amici, al tempo libero, alla casa, facciamo cose, accumuliamo cose e sempre più cose, cose e cose, anche se il corpo (e più spesso la testa) ci supplicano di fermarci, di dare una tregua a noi stessi. Poi, all’improvviso, tutto cede, crolliamo, ci accartocciamo come una cannuccia schiacciata, dimentichi dell’asta metallica che eravamo una volta. Dimentichi che la vita ci induce all’incrudimento e ci rende fragili. Dimentichi che ogni singolo giorno vissuto con frenesia ci porta via qualcosa, ci scolpisce, ci assottiglia spiritualmente, ci snellisce mentalmente. La cosa grave, dell’essere assottigliati dalla vita è che maggiore è la snellezza, più è basso il carico critico che le nostre spalle possono sopportare.

Quindi non ci resta che una cosa da fare, per evitare di crollare: dobbiamo imparare a conoscere il nostro carico critico, unico per ciascuno di noi, cercando di non raggiungerlo mai. E se lo dovessimo sfortunatamente superare, dobbiamo imparare ad essere elastici, ad accettare di vivere talvolta in un equilibrio instabile.

Male non fa, tanto sopra a tutto scorre l’entropia.

2 commenti:

  1. Capita di arrivare a quel punto, coi ritmi di ogni giorno.. forse non ce ne rendiamo nemmeno conto, forse sta lì il problema. Anche io l'ho sfiorato, ma non mi sono lasciata fregare... ho deciso che forse dovevo pensare un po' di più a me! spero che anche tu ti sia salvata dal crollo, non ne vale la pena! ♥

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    1. Ah nessun crollo per me! Sono riflessioni...

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!