mercoledì 16 novembre 2016

LIFESTYLE | Basta alle case-fotocopia di Pinterest!

villa tugendhat

Ludwing Mies Van der Rohe, CasaTugendhat, Brno, 1928-1930

«Se assunta come fine, la forma sfocia sempre nel formalismo. Questa tensione, infatti, è indirizzata all’esterno e non all’interno. Ma soltanto a un interno vivo corrisponde un esterno vivo. Soltanto una intensità vitale possiede un’intensità formale. Ogni “come” è sostenuto da un “cosa”. Ciò che è privo di forma non è peggiore di ciò che possiede un eccesso di forma. Il primo è nulla, il secondo è apparenza. Una forma reale presuppone una vita reale».

(Ludwing Mies Van der Rohe, Sulla forma in architettura, 1927)

Molto spesso, quando sfoglio le gallerie di Pinterest dedicate all’arredamento o mi imbatto su Instagram nell’hashtag #homestyle, mi tornano alla mente le parole di Mies van der Rohe, depositario dell’arte più presente nella vita di tutti noi, l’architettura. Oggi tutti si sentono un po’ architetti ed un po’ artisti perché sfoggiano case squisitamente minimal, ridotte all’essenziale, in stile nordico o industrial come si ama dire oggi. Sebbene io non abbia una grande simpatia per gli architetti (del tutto personale, ovviamente, forse perché amo gli ingegneri), mi rendo conto di quanto faccia la differenza arredare una casa da sé invece che affidarsi alle mani capaci di un professionista. Perché gli architetti avranno anche tanti difetti, ma sanno quello che fanno.

Quando penso alla mia casa ideale, la immagino con uno stile simile alla Robie House di Frank Lloyd Wright: un mix di mattoni e legno, elementi che danno calore. Penso ad un camino, attorno al quale si irradia tutto l’arredo, proprio a metafora del focolare come cuore pulsante della vita domestica. Penso a mobili massici nella loro essenzialità, capaci di trasmettere il senso di casa e non semplicemente il senso di “bello”.

robie house

lloyd wright robie house

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Frank Lloyd Wright, Robie House, Chicago, 1908-1910

Oppure, se potessi scegliere, chiederei un progetto ad Adolf Loos, qualcosa come Casa Müller, in cui ogni colore è stato pensato e realizzato da Loos stesso, perché i rivestimenti non sono meno importanti del contenuto. Anche le abitazioni dell’architetto austriaco hanno un calore particolare, reso possibile dall’attento studio degli interni, con un occhio saggiamente rivolto alla funzionalità più che all’estetica. Eppure, paradossalmente, nonostante il mix di elementi di stile diverso, le case di Loos non stridono mai, anzi, i colori vibranti, sapientemente accostati, creano un senso di familiarità ben più armonioso delle tante candide case-fotocopia che oggi si vedono sui social.

casa muller

casa muller loos

loos casa muller

Adolf Loos, Casa Müller, Praga, 1925-1930

Se proprio dovessi abbandonare il calore del legno, anziché al purismo del bianco mi lancerei sul colore, ma non sui toni pastello dello shabby chic che proprio non sopporto. Sceglierei il colore audace, esplosivo, quello del De Stijl, quello che Rietveld ha fatto deflagrare in Casa Schröder, creando nel lontano 1923 qualcosa di ben più avveniristico di quello che si vede oggi nelle riviste patinate.

casa schroder rietveld

casa schroder

rietveld casa schroder

Gerrit Thomas Rietveld, Casa Schröder, Utrecht, 1923-24

Ovviamente non tutti possiamo permetterci le parcelle di grandi architetti ma ci piacerebbe avere uno spazio domestico che sia bello, che odori di casa e, soprattutto, rispecchi la nostra personalità. Non tutti siamo dotati di un gusto sopraffino, me ne rendo conto (e mi metto pure io in questo numero), ma possiamo educare il gusto, studiando, leggendo, visitando luoghi d’arte. Sfogliare le gallery di Instagram o Pinterest non educa il buongusto, piuttosto lo appiattisce, rendendo tutte le abitazioni uguali fra loro! Una casa bella è frutto di uno studio approfondito, di una ricerca accurata. Oggi siamo fortunati perché abbiamo molte possibilità in termini di ricerca: esistono persino siti come Livingo.it che aggregano i principali e-commerce dedicati all’home decor, in modo che la ricerca di quello che ci interessa diventi davvero immediata. Se la tecnologia ci facilita così sostanzialmente la vita, perché non adoperare il tempo libero che ci resta per raffinare il nostro gusto studiando le opere degli architetti che hanno creato lo stile anziché omologarci a quello che ci somministrano passivamente i social?

Come la pensate in fatto di casa ed arredamento? Come immaginate la casa dei vostri sogni?

2 commenti:

  1. Purtroppo la moda, come in ogni cosa, da un lato fornisce idee, dall'altro le appiattisce come dici tu. E lo stesso accade nell'arredamento e nell'architettura, tipo ora vanno di moda quelle mani di legno a mio avviso inquietanti. Oppure la Bourgie di Kartell, bella per carità, ma basta.

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  2. Alcune di queste case mi piacciono da morire. Mi chiedo sempre cosa voglia dire viverci, passeggiare su certe scalinate di marmo, sedersi su certi morbidi cuscini, dormire in certi letti che sembrano di soffice piuma, lavarsi in docce ampie e poggiare i propri cosmetici su davanzali di granito.
    Me lo chiedo sempre e mi rispondo che non potrei...non senza una donna di servizio che poi rimetta a posto tutto nell'esatto modo in cui l'ho visto la prima volta. Anche solo spostare un cuscino mi snerverebbe, diverrei una di quelle maniache dell'ordine che anziché vivere in casa vogliono che somigli alla copertina perfetta di un manuale.

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!