martedì 20 dicembre 2016

PERSONALE | “Sei una cinica disillusa che non crede più nell’amore!”

be alone

Quando parliamo di relazioni sempre più spesso mia sorella conclude dicendomi “sei una cinica disillusa che non crede più nell’amore!”, magari è anche è vero, ma sono più incline a pensare che non credere alle storie d’amore travagliate come quelle dei film (in cui, dopo mille peripezie e separazioni, subite o volute, gli amanti si ritrovano più affiatati che mai) non sia tanto mancanza di illusione quanto senso pratico e consapevolezza.

Appellare una che è cresciuta a pane e Shakespeare “sei una cinica disillusa che non crede più nell’amore!” suona piuttosto stridente, eppure non posso negare che negli ultimi anni la mia visione dell’amore sia radicalmente cambiata. Se prima pensavo che l’amore, anzi, l’Amore, poteva superare ogni ostacolo e che gli amanti segnati dalle stelle avrebbero superato ogni sciagura, sopportato ogni  male, con pazienza e tenacia, ora credo che se dopo una ragguardevole quantità di tentativi tali amanti si trovino ancora a dover superare prove per confermare il loro amore, beh, forse non è proprio tanto amore il loro!

anni felici

Quando sento i racconti di donne disperate perché gli uomini che frequentano sono sfuggenti, incostanti, anche dopo lunghi periodi di frequentazione, non posso fare a meno di chiedermi “e tu perché ancora gli corri dietro?”. Ho smesso di chiederlo direttamente perché le risposte sono sempre le stesse: “è molto impegnato”, “ha problemi personali molto difficili da affrontare”, “è rimasto scottato dalla precedente relazione”, “ha delle questioni irrisolte con se stesso”. Quello che provo è un’infinita tenerezza per queste donne che cercano, delle scusanti, perché non vogliono vedere, o, peggio, vedono ma hanno bisogno di giustificare agli altri la piccolezza di questi uomini.

Ho imparato molto bene una cosa dalla mia esperienza personale e cioè che se un uomo è scostante e sfuggevole è semplicemente perché non è interessato. Non c’è nulla di irrisolto, di problematico, di difficile. Certamente non è facile da ammettere ed è ancora più difficile da sopportare, per cui fingiamo di credere alla scusa della problematicità del carattere e della durezza del background. Ma siamo seri, chi ha avuto un passato facile? Tutti hanno avuto difficoltà più o meno grandi ma – grazie a dio – non tutti siamo egotisti, autoreferenziati con manie di protagonismo.

Negli ultimi annni ho capito che non mi importa di avere una relazione passionale e totalizzante come quella di Catherine ed Heathcliff, che può anche essere emozionante e farmi sentire viva, unica, speciale, alla luce dell’unicità e dell’assolutezza del sentimento, ma che è destinata a fallire, perché nessun assoluto può resistere alla quotidianità. (Non a caso Catherine lascia prematuramente solo Heathcliff…)

alabama monroe

Quello che mi aspetto oggi, dall’alto dei miei trenta e passa anni, è un uomo che ci sia, che sia presente, che scelga di essere presente; che mi sostenga nei momenti di difficoltà, che abbia bisogno del mio appoggio (e se necessario abbia abbbastanza maturità da chiederlo senza vergogna); che non abbia paura di affrontare la quotidianità, che accetti il rischio di non avere più le farfalle nello stomaco e di veder sgretolare le illusioni dell’innamoramento a causa delle piccole e banali difficoltà giornaliere; che acconsenta persino al pericolo di annoiarsi qualche volta.

Sono molto stanca degli uomini bambini, che temono le responsabilità, che ancora devono concludere la fase di sviluppo mentale anche se ormai la pubertà l’hanno passata da quindici o vent’anni; sono altrettanto stanca di vedere donne che si buttano via, nell’attesa che questi uomini*bambini di cui pensano di essere innamorate (e dico “pensano” perché non possono essere veramente innamorate di uomini che non capiscono il loro valore, e se davvero lo sono, allora il problema è ben più grosso, perché sono loro stesse a non volersi bene) si raccapezzino nella vita e prendano una direzione, ma ne frattempo fanno il buono ed il cattivo tempo.

Forse sono veramente una “cinica disillusa” ma sicuramente non è vero che non credo più nell’amore, anzi, credo nell’amore più importante, che fino a poco tempo fa non conoscevo: ora credo nell’amore per me stessa e non sono più disposta a rinunciare a questo amore per darlo a qualcuno che non solo non lo merita ma che addirittura lo accetta con noncuranza, come fosse un dono da poco.

E se il prezzo per volermi bene è restare zitella a vita, rinuncio volentieri a tutti gli Heathcliff del mondo pur di diventare più Rossella!

vivien leigh via col vento

6 commenti:

  1. Credo che crescendo e maturando una maggiore disillusione sia inevitabile. In tanti altri campi, non solo l'amore.

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  2. Sarà che mi ritrovo nelle tue parole, ma credo che più che disillusione, la tua sia una crescita normale e razionale. Col tempo secondo me si impara quello che è meglio per noi, ma soprattutto quello che non possiamo sopportare. Le farfalle nello stomaco sono una bella fase della propria vita, ed è giusto che ci siano/siano state, ma poi c'è tutto un mondo da costruire e le farfalle hanno vita breve.
    Baci.

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    1. Siamo sempre sulla stessa lunghezza d'onda!

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  3. Non commento molto, ma quando posso ti leggo. E ogni volta che leggo dei tuoi post personali sembra che tu stia scrivendo di me. L'ultima frase praticamente è il mio motto.

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    1. Sono veramente molto felice di saperlo!

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!