martedì 10 gennaio 2017

LIFESTYLE | Il Fondaco dei Tedeschi: un restauro pieno di meraviglia

fondaco dei tedeschi venezia

© DFS

Per consuetudine siamo abituati a pensare agli spazi commerciali come luoghi tristi, spogli, asettici, in una parola, brutti. La maggior parte dei centri commerciali sembrano poco più di spazi industriali, appena abbelliti da qualche vetrata a tutt’altezza. Peggio ancora gli outlet village, che spesso scimmiottano le forme dei villaggi medievali, con torrette, archi e porticati, restando nella sostanza una stentata imitazione di una tipologia insediativa che noi tutti conosciamo bene, per cui facciamo fatica a farci sedurre. Eppure la bellezza può essere trovata anche in questi luoghi senz’anima ed un esempio, anzi forse l’esempio più straordinario che si possa immaginare, si trova proprio a Venezia ed il Fondaco dei Tedeschi.

Chi se non Venezia poteva dare il lustro di un museo ad un grande magazzino? Solamente la città incantata che vive sull’acqua poteva fare una delle sue magie trasformando uno spazio commerciale in una vera e propria esperienza artistica. Per me è stata veramente un’esperienza visitare il Fondaco dei Tedeschi: fin dal primo ingresso nella corte sono rimasta senza fiato per la bellezza del luogo, per l’attento restauro che ha riportato lo splendore ad uno dei luoghi più suggestivi della città, per le prospettive perfette da ogni arco e da ogni piano, per la scelta accurata di dettagli e rifiniture, per gli spazi articolati in maniera logica e continuativa. Ho passeggiato per tutti i piani inebriata dall’architettura, dai materiali, dalle forme, che quasi non ho fatto caso che da una parte c’era Yves Saint Laurent e dall’altra Aquazzurra.

fondaco dei tedeschi venezia

OMA

Ma facciamo un passo indietro, cos’è il Fondaco dei Tedeschi? Correttamente dovremmo chiamarlo T Fondaco, il nome con cui lo ha ribattezzato la società Dfs Duty Free che lo ha acquistato e lo gestisce. Ci troviamo a Venezia, sestiere S. Marco, affaciati sul Canal Grande e godiamo della vista del Ponte di Rialto. Avventurandoci dalla stazione S. Lucia verso piazza san Marco attraverso il tradizione percorso lungo la Strada Nova sarà impossibile non imbatterci in questo imponente edifcio, che una volta ospitava le Poste. Questo straordinario fabbricato in passato era esattamente uno dei fondaci di Venezia, ovvero quegli enormi spazi in cui approdavano le navi mercantili e depositavano le loro merci per poi smistarle nelle diverse direzioni, una specie di interporto. In particolare questo spazio era appunto destinato ai mercanti che commerciavano con le più importanti città tedesche. La fondazione del primo fondaco è antichissima, risale addirittura al XIII secolo, e nel corso degli anni ha subito diverse distruzioni e riedificazioni: la forma definitiva che vediamo oggi risale al 1508 e gli esterni erano affrescati nientemeno che da Giorgione e Tiziano. Il fondaco venne soppresso nel 1797 quando cadde la Repubblica di Venezia portando con sè secoli di tradizione.

fondaco dei tedeschi venezia

© DFS

L’edificio che possiamo vedere oggi è frutto di un sapiente lavoro di restauro curato dallo studio OMA con la direzione di Rem Koolhaas, un lavoro che non solo ha riportato l’edificio all’antico splendore, ma che è anche riuscito a restituire a questi spazi la loro identità originiaria: come una volta il Fondaco era il luogo dei mercanti, dove si concludevano affari e si generava quella ricchezza di cui tanto ha beneficiato Venezia, così oggi il T Fondaco ospita un department store di lusso, in cui i turisti di tutto il mondo non possono evitare di trascorrere qualche ora, riedificando il concetto di commercio molto spesso (troppo) additato come qualcosa di frivolo e vacuo. (Mi piace sempre ricordare a chi condanna centri commerciali e negozi come luoghi privi di sostanza e puramente effimeri che la presenza di queste macchine mangiasoldi permettono a molte persone di lavorare, molto più delle loro asettiche polemiche di principio… se non è nobiltà questa!).

fondaco dei tedeschi venezia

Credits

Ho apprezzato moltissimo l’intervento che non ha minimamente stravolto la struttura, ma anzi l’ha valorizzata: i quattro ordini di gallerie procedono in un flusso continuo, senza separazioni introdotte da partizioni verticali, rispettando la struttura originaria e garantendo un percorso circolare fluido di piano in piano. I ballatoi restano pressoché liberi, così da poter ammirare completamente la struttura, mentre gli spazi commerciali si susseguono in un gradevole e discreto continuum. Il contrasto tra vecchio e nuovo è bene evidente, come si dovrebbe fare, grazie alla scelta di forme e materiali: i mattoni, i mosaici, le pietre originari sono esaltati dalla contrapposizione dei rivestimenti metallici e dagli specchi dei collegamenti verticali, creando un’armonia percepibile anche da un occhio non esperto. Gli arredi sono volutamenti moderni eppure sono sobri, semplici, essenziali. Anche la scelta di esporre pochissima merce sembra quasi un tributo alla maestosità dell’edificio: in una cornice così bella persino un paio di calzature possono diventare un’opera d’arte.

fondaco dei tedeschi venezia

OMA

fondaco dei tedeschi venezia

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Sicuramente la presenza di questo straordinario edificio darà un impulso nuovo al turismo di Venezia (come se ce ne fosse bisogno…), non solo perché attirerà curiose shopaholic (cioè, ci sono persino Kate Spade e Coach, oltre ai soliti meravigliosi noti YSL, Gucci, Bottega Veneta, Balenciaga, Stella McCartney, Aquazzurra), ma perché è l’esempio visibile e tangibile che si può realizzare qualcosa di suggestivo e meraviglioso anche in spazi che tradizionalmente non sono considerati belli per funzione o destinazione.

Non ho potuto resistere, ho dovuto incanalare tutta la meraviglia che la visita al Fondaco dei Tedeschi mi ha provocato per attutire l’estasi. Del resto non è la prima volta che confesso di essere affetta da sindrome di Stendhal!

fondaco dei tedeschi venezia

© DFS

3 commenti:

  1. Meraviglioso! Un motivo in più per tornare a Venezia. Sicuramente il tuo è un occhio più preciso e tecnico, ma apprezzo anche io molto l'accostamento fra il vecchio e il nuovo.

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  2. Gustavo Woltmann11 gennaio 2017 12:05

    Che piacevole scoperta! Sto programmando qualche giorno di vacanza a Venezia e di certo non mancherà!

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  3. non vedo l'ora di vederlo dal vivo ;)!

    Erika

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!