mercoledì 1 marzo 2017

CINEMA | Manchester by the Sea

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Potrei anche addurre una motivazone nobile per la scelta che ho fatto di andare al cinema a vedere Manchester by the Sea, tipo che mi ha incuriosito la fotografia lirica, o la trama struggente, o Matt Damon fra i produttori, o Kenneth Loregan a regia e sceneggiatura (già sceneggiatore di Gangs of New York), ma la realtà è che sono bionda e ad attirarmi a vedere il film è stato quel meraviglioso esemplare di uomo che è Casey Affleck.

C’è da dire che la scelta ormonale è stata confermata fin dal primo fotogramma: c’è qualcosa di sublime nella fotografia meditabonda, nelle luci glaciali, nei riflessivi piano sequenza. Dal primo istante ho capito che Manchester by the Sea mi arebbe piaciuto, e non solo per Casey Affleck!

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La storia è struggente: racconta la vita distrutta di un uomo, Lee Chandler (Casey Affleck) a seguito di un drammatico incidente di cui porterà per sempre il gravoso peso sulle spalle; attorno a lui la famiglia, fatta prevalentemente di uomini, suo fratello Joe, suo nipote Patrick. Le donne hanno un ruolo marginale nella pellicola e stranamente l’ho molto apprezzato: non è facile calarsi nei panni di una mente maschile, per una donna, eppure questo film ha la capacità di farti sentire come un uomo, permette anche ad una donna di  estraniarsi dal modo di pensare femminile e di immedesimarsi in una dimensione molto diversa, se non del tutto avulsa, dalla propria. Ti fa capire come un uomo vive la sofferenza, la solitudine, il distacco, la rinascita, il superamento. Manchester by the Sea è un film su uomini, ma è un film per tutti, perché ha una sensibilità così fine ed intelligente che conferisce a tutti la possibilità di comprendere.

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L’aspetto che ho apprezzato di più è stato sicuramente il bilanciato equilibrio tra dramma e humour brillante: la vicenda è drammatica, la più drammatica che un essere umano possa affrontare nella sua vita, eppure la narrazione non si perde in autocommiserazione o piagnisteo, tutto viene affrontato con rassegnazione ed inerzia, ma mai senza una risata, che può essere una risata velata di malinconia, ma è pur sempre una risata!

Stupendo Casey Affleck (in tutti i sensi*) capace di indurre ad entare in completa empatia con un personaggio come Lee, pieno di ombre e di negatività; molto bravo anche Lucas Hedges nei panni di Patrick, il nipote di Lee, giovane playboy amatissimo da tutti per il suo carattere gioviale, nonostante le dure prove a cui la vita lo sottopone.

Manchester by the Sea mi ha ulteriormente incuriosito a proposito del New England: chi mi conosce sa che la mia passione è la West Coast, il sole, le palme, la California, le spiagge e via dicendo; la East Coast non mi incuriosisce granché, e se potessi scegliere tra New York e Los Angeles, la scelta ricadrebbe senza dubbio alcuno sulla seconda, eppure da diversi anni a questa parte la curiosità per questi Stati del Nord America si sta facendo grande, complici romanzi (John Irving, Richard Yates, Philip Roth), film e persino serie tv (ci andrei anche solo per visitare Stars Hollow, se solo esistesse!) e la vista di questa piccola cittadina del Massachussets ha addotto un’ulteriore deose di curiosità!

Quindi se avete qualche dubbio su Manchester by the Sea, guardatelo, ridete e piangete, è tempo ben speso!

 

*Se Ben Affleck non mi è mai piaciuto, neanche per cinque minuti, Casey mi ha fatto innamorare al primo istante in Ocean’s 11!

1 commento:

  1. Non so, ad ogni recensione sono incuriosito, ma poi manca il passetto successivo che mi porti a vederlo. Non so proprio come mai, perché le recensioni mi son sembrate positive, ma qualcosa non mi quadra, poi magari è solo una sensazione. Vedremo.

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