venerdì 14 gennaio 2011

Tre libri per un mese

Questo è il post inaugurale di una serie intitolata, per l'appunto, Tre libri per un mese. Cosa significa? Che cercherò di consigliare a tutti coloro che passano per queste pagine tre libri "a tema" per trascorrere il mese. Ovviamente i miei sono puri suggerimenti basati sul mio personalissimo gusto letterario e, altrettanto ovviamente, vi consiglierò solo ed esclusivamente libri che ho letto e che mi sono piaciuti. Cercherò sempre di evidenziare un fil rouge comprensibile (questo lo specifico perché nelle strane meccaniche mentali della mia testa quasi sempre riesco a trovare train d'union in libri che magari non esistono... sono molto brava ad elucubrare sul nulla!), seppur tale aspetto comune non rappresenti il nucleo centrale dei romanzi.
Spero che i miei consigli letterari vi siano utili e siano occasione di scambio di idee e di punti di vista per tutti.

Iniziamo con il tema che accomuna i libri di questo mese, o meglio, il tema che IO ho trovato accomunare questi libri.

APPARENZA DORATA E CATASTROFICA REALTA' .

Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte, 1934


Una sfavillante coppia sposata che si gode la vita dei ruggenti anni Venti in Costa Azzurra assieme ai propri figli perfetti, circondati da amici affascinanti e stravaganti: un quadro ideale del "centro del mondo". Ma se dietro questa immagine idilliaca si nascondesse, neanche troppo velatamente, una realtà molto più amara fatta di violenza, frustrazioni, isterie e cadute dopo infinite salite? Il finale è davvero inaspettato: la debolezza non si cela sempre nel soggetto debole.

Marie Grace Metalious, I Peccati di Peyton Place, 1956


Un romanzo che ha scandalizzato milioni di persone ma che ha al contempo venduto milioni di copie negli Stati Uniti del sogno americano andando a sgretolare la maschera perbenista delle piccole cittadine degli anni Quaranta. Una storia che sviscera dall'interno le silenti violenze familiari, l'incapacità dei genitori, i sogni infranti di una generazione di giovani, il tutto ben celato da un solido moralismo basato su lavoro, rispetto e buona educazione. Il fatto che fu scritto da una giovane casalinga sconosciuta è una forte garanzia di aderenza ad una realtà che molti volevano ignorare.

Richard Yates, Revolutionary Road, 1961


Personalmente l'ho letto tutto in una settimana e mi ha lasciato senza fiato. Non c'è migliore descrizione delle parole di Yates stesso: «Ricordo che quando stavo lavorando alla prima stesura, qualcuno mi chiese di cosa stessi trattando e io risposi che avrei scritto un romanzo sull'aborto. E quel tipo non capì. Io risposi che avrei discusso tutta una serie di aborti, di ogni tipo - una commedia teatrale abortita, delle carriere abortite, ambizioni abortite, piani e sogni abortiti - tutte mirate verso un vero, reale e fisico aborto, con una morte alla fine. E probabilmente questa è la sintesi più efficace del romanzo e che più si avvicina al suo spirito».

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