martedì 18 settembre 2012

Cercando Grace

grace kelly

Non ho mai lesinati, qui o altrove, il mio amore per Grace Kelly. Per me Grace non ha mai avuto rivali: non la grande Marilyn, non la mitica Liz, non l’unica Audrey. Per me Grace viene prima di tutte. Nessuna ha il suo innato fascino, la sua bellezza eterea, la sua sensualità pacata, il suo spregiudicato brio. Sono passato ormai trent’anni da quel fatidico giorno in cui perse la vita là dove aveva girato una delle sue pellicole più famose, Caccia al ladro (To catch a thief, 1955), sotto la direzione del suo grande amico ed ammiratore Alfred Hitchcock che vedeva in lei la sua musa.

To catch a thiefTo catch a thief (1955) by Alfred Hitchcock

Questo vi può far capire la mia emozione nel ricevere un romanzo a lei dedicato da leggere, recensire e condividere con tutte voi, Cercando Grace.

cercando grace

Vi confesso che appena ricevuto ho storto un po’ il naso a leggere il nome dell’autore: non sono certo una fan di Enzo Miccio, non seguo i suoi programmi su Real Time da molto tempo ormai; diciamo che non è precisamente un personaggio nelle mie corde. Con un certo pregiudizio ho anche intrapreso la lettura del romanzo, spinta a scoprire qualcosa in più della mia eroina. Facendola molto breve si tratta del racconto di come Virginia incontra l’uomo che sta per sposare attraverso peripezie parigine alla ricerca di cimeli della Principessa di Monaco.
Inizialmente non mi andava affatto giù. Lo stile è decisamente barocco: quell’eccessiva attenzione al dettaglio anche quando la cosa non è affatto necessaria è frustrante e decisamente poco sopportabile, specie quando si protrae più a lungo del dovuto. Mi sembrava quasi di ritornare alle descrizioni di Huysmans in À rebours: oltremodo sfiancante! Le prime pagine sono andate avanti molto lentamente proprio per questo, poi, con il proseguire della vicenda, il tutto scema progressivamente e le descrizioni si fanno meno dettagliate. Un altro aspetto che non ho apprezzato affatto è stato l’inserimento sfrenato di vocaboli in altre lingue, specialmente francesi, nel corso della narrazione: so che è un uso comune per Miccio, ma io lo trovo francamente poco attraente ed, anzi, svilente per la nostra bella lingua che possiede una varietà semantica da fare invidia a qualsiasi altra favella moderna. Detto questo devo dire che fondamentalmente la storia è piacevole, in linea con la cosiddetta ‘chick lit’, che io non amo, e si sa, ma che approvo in alternanza a letture più pesanti (ecco, questo avrei proprio dovuto leggerlo dopo il Mann de I Buddenbrook). L’espediente narrativo è interessante: l’alternanza del racconto delle vicende di Virginia alle pagine del diario di una fantomatica segretaria della Principessa di Monaco rende la storia più avvincente. Virginia e il suo futuro sposo hanno anche una certa profondità come personaggi anche se penso che si potesse svilupparli meglio. Quello che mi è piaciuto di più riguarda essenzialmente Grace Kelly.

grace-kelly

Per me Grace è sempre e solo stata la grande diva di Hollywood, la musa di Hitchcock, la bravissima e spensierata Rosie di Alta società o l’intraprendete e sensuale Frances di Caccia al ladro. Non mi sono mai fermata a pensare a lei come la Principessa di Monaco, alla madre di Carolina, Alberto e Stephanie ed è proprio su questa parte della storia della celebre attrice americana che verte il romanzo.

Grace Kelly con il figlio AlbertoGrace Kelly e suo figlio Alberto

E’ stato allo stesso tempo bello e triste fermarsi a riflettere su come una Diva diventa una Principessa, lasciando andare i suoi sogni e le sue aspirazioni per amore. Poche persone avrebbero fatto questa scelta che io definisco coraggiosa perché certo diventare una principessa è il sogno di ogni bambina, ma da adulte siamo proprio così convinte che sia un sogno? E rinunciare alla gloria e alla fama, alla propria natura da celebrità, al proprio amato ed appagante lavoro è davvero un sogno?
Leggendo il libro è a questo che ho pensato, ho riflettuto sul prezzo che ha vivere un sogno ma ancora non ho scoperto se io quel prezzo l’avrei pagato.

Princess Grace of Monaco wearing Christian Dior gown and Cartier jewels at a Charity Gala for the Monte Carlo Red Cross, August 1968.La Principessa Grace di Monaco al Charity Gala della Croce Rossa di Montecarlo nell’agosto 1968,
abito Christian Dior, gioielli Cartier

In definitiva non annovero certo questo romanzo tra i miei preferiti e non lo consiglio a chi ama i romanzi forti e ben strutturati; lo consiglio a chi ama la letteratura femminile e chi è da sempre invaghito della splendida Grace Kelly.

high society

Cosa pensate della vicenda di Grace Kelly? L’amate come personaggio?

13 commenti:

  1. sinceramente non mi ha mai fatto impazzire...i ruoli che le facevano interpretare erano più o meno sempre quelli... credo sia sempre stata più un'icona di stile.. certo, era bellissima e dotata di un innata eleganza. Magari se avesse continuato a recitare ci avrebbe regalato grandi prove di attrice.

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    1. Già, avrei proprio voluto vederla in Marnie!

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  2. A me lei piace a volte sì e a volte no. Enzo Miccio, sempre no:D

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  3. Dalla tua recensione mi sembra adatto come lettura estiva..

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  4. Io sono con te al 120%!
    Avevo anche la borsa con la foto di Grace Kelly per andare all'Università.

    Che poi una volta uno mi ha chiesto se era Ingrid Bergman e stavo per mettergli le mani addosso!

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    1. BFF, cara!!
      Dovevi spaccargli il muso a 'sta capra!!

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  5. Mi piace moltissimo, la trovo meravigliosa. Enzo Miccio non lo sopportavo tanto ma da quando ho letto un paio di suoi tweet boh mi fa tenerezza hahahaha

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  6. ciao carissima! anch'io trovo che Grace non abbia pari, la sua bellezza e classe non sono seconde a nessuno. sicuramente il romanzo non l'ha scritto Miccio ma qualche ghost writer che ha cercato di imprimere nel libro lo stile arzigogolato del l'onnipresente stylist. in ogni caso ti ha tenuto compagnia parlando di questa splendida, ultima vera Diva.
    un bacione grande e complimenti per il post, davvero bello e ben scritto.

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    1. Sì, ormai penso sempre che ci sia un ghost writer dietro a tutto, eh eh!

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  7. più che alla fama che aveva comunque anche da principessa
    ha rinunciato alla sua libertà

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!