lunedì 11 aprile 2016

INGEGNERIA APPLICATA | Entropia

escher relatività
Escher, Relatività, 1953
Immaginate una tazzina di caffè mescolato da un cucchiaino. Il caffè si mette a vorticare nel verso imposto dal cucchiaino. Le molecole del caffè si muovono tutte nella stessa direzione. Quando togliamo il cucchiaino il caffè rallenta fino a fermarsi e le sue molecole, che si muovevano in ordine, tutte nello stesso verso, iniziano a muoversi casualmente fino ad arrestarsi. Questo succede a causa dell’aumento di entropia che è, semplificando, la grandezza che misura il disordine di un sistema: quando la tazzina del caffè passa dal moto alla quiete, cioè dal movimento ordinato delle sue molecole al loro moto disordinato, incrementa la sua entropia. La cosa grave dell’entropia è che cresce inesorabilmente quando si verificano fenomeni irreversibili: per questo, per quanto uno si adoperi, la casa è sempre in disordine!!
L’entropia non è semplicemente una grandezza termodinamica, è anche, e soprattutto, un incontrollabile fenomeno umano: per quanto una persona si metta di buona volontà a mettere ordine nella propria vita, ad elimiare tutto ciò che provoca caos, tutto quello che può disturbare l’assetto composto della propria esistenza, non riuscirà mai a mantenere questa disposizione ordinata se non impiegando una mole incredibile di fatica e disperdendo moltissime energie. Ma l’aspetto più grave è che non appena questa persona si fermerà un momento per riprendere fiato, l’entropia spingerà inarrestabilmente la sua vita verso il disordine.
Purtroppo davanti alla Fisica c’è ben poco da fare: si può combattere ogni giorno per mantenere l’ordine, ma arriva il momento in cui mancano le forze e bisogna arrendersi… bisogna arrendersi alle case disordinate, alle automobili piene di cartacce, ai capelli spettinati, al trucco sfatto, ai piatti sporchi, all’erba non tagliata, alle persone che ti sconvolgono i piani.
Come sempre “entropia” deriva dal greco, da  ἐν (en), "dentro", e da τροπή (tropé), "cambiamento", "punto di svolta" e cosa c’è di più liberatorio di un bel cambiamento?! Cosa ci fa sentire più vivi di uno sconvolgimento?
E forse un po’ di caos ogni tanto fa anche bene, forse l’entropia non è poi così male, è solo un modo di vivere la vita. Molto meno faticoso.

4 commenti:

  1. Io trovo che senza un po' di caos la vita sarebbe noiosissima.

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  2. Senza caos non può nascere mai qualcosa di bello, lo diceva più o meno meglio e più filosoficamente di me anche Nietzsche, no?

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