giovedì 9 novembre 2017

LIFESTYLE | Guida (soggettiva) all’uso di Tinder

i cant do it without alcohol

Sono perfettamente conscia che scrivere questo post è un po’ come fare outing, ma ho riflettuto sul fatto che conosco così tante persone  che sono su Tinder che sinceramente non vedo chi si potrebbe sconvolgere della cosa (oddio, forse mia madre, ma persino lei ormai potrebbe gioire del fatto che ancora c’è qualche speranza di non vedermi zitella a vita!). Ho fatto questa premessa perché io prima di tutti avevo una certa dose di pregiudizio nei confronti di Tinder, pensando che fosse un ricettacolo di disperati sociopatici, incapaci di trovarsi una persona in carne ed ossa. Cosa che peraltro potrebbe essere vera, ma in tal caso io ne farei parte quindi chiaramente ho dovuto cambiare opinione. Che poi io sono quella che è pure stata ad uno speed date, quindi, di cosa stiamo parlando?!

Come molte persone iscritte a Tinder l’ho fatto più per gioco che per altro: in una serata tra amiche abbiamo scaricato l’app in massa e abbiamo iniziato a scorrere i profili che ci comparivano (prevalentemente a sinistra – e se sapete cosa significa vuol dire che neanche voi siete proprio dei santarellini), ma qualcuno lo abbiamo anche salvato, altri addirittura hanno suscitato commenti di estremo gradimento.

i want more than one

E partiamo proprio dalla prima impressione, quella offerta dal profilo. Questa è la prima carta che ci giochiamo ed ovviamente sulla base di questo verremo giudicati, perché possiamo essere profondi come una caverna, ma se non siamo capaci di venderci bene resteremo in panchina. Non posso parlare per l’intero genere femminile, ma posso assicurare agli uomini che per sbaglio sono capitati su questo post che verosimilmente tutte le donne ragionano così. Resta una guida soggettiva per cui se seguite questi consigli piacerete a me, magra consolazione ma perlomeno un like lo riceverete!

Questione foto: se lo scopo è l’incontro, siate sinceri. Chiaramente tutti cerchiamo di pubblicare le nostre foto migliori sui social, ma fate in modo che queste foto siano almeno simili all’originale. Un secco NO ad immagini varie tratte da film, personaggi a cui pensate di assomigliare, screenshot di citazioni, foto del vostro cane, voi insieme a cinque amici (anche perché 90 su 100 piaceranno più i vostri amici di voi), voi abbracciati alla vostra migliore amica (seriamente volete che entriamo in competizione con lei prima ancora di conoscere voi?!), voi in mezzo ad un panorama naturale in cui ovviamente non si capisce se siete un uomo o una palma. La foto è un aggancio, ma deve dire come siete fatti (e non dovete essere necessariamente Michael Fassbender per attirare l’attenzione di una donna). Per me assolutamente bocciate tutte le foto funzionali a dimostrare che fate tre ore di palestra al giorno, sette giorni su sette: ogni volta che vedo un close-up sui six packs elimino automaticamente. Personalmente elimino anche tutti quelli che hanno più di tre foto di sport vari: arrampicata, bici, sci, maratona, surf… sento le fitte alla milza al solo al pensiero! Ripeto, probabilmente ci sono anche donne che apprezzano la tipologia, d’altra parte è facile che anche le più stacanoviste di sport estremi pensino “ma in mezzo a quei duecento sport avrà mezz’ora per uno spritz con me?”. Magari un paio di foto sono ok, ma lasciamo l’album del perfetto sportivo per altre circostanze. Ci sarà poi modo durante la conversazione per raccontare tutte le vostre passioni.

why does he have to have a small dick

Per quanto mi riguarda la possibilità di concedere un like è strettamente legata alla frase che trovo scritta nella presentazione. Qui per me vi giocate tutto: ho messo like a persone che fisicamente non mi piacevano ma che avevano centrato il bersaglio con la frase. Se posso dare un consiglio, puntate sulla simpatia: una frase veramente divertente è garanzia di successo. Vi svelo un segreto: le donne amano ridere, se le fate ridere le conquisterete. Evitate un elenco dei vostri hobby, dei viaggi che avete fatto, delle competenze acquisite sul lavoro, non siamo su LinkedIn! Scrivete qualcosa di spontaneo che faccia sorridere: è tutto molto più semplice di quello che pensate. In generale una battuta rende più facile rompere il ghiaccio nella conversazione, è un pretesto, qualcosa da cui iniziare. Lo stesso vale per voi, amiche donne: praticamente tutti i messaggi che ho ricevuto sono partiti dalla battuta che ho scritto in bio!

Una volta che avviene il match è il momento di iniziare la conversazione e qui voglio fare un accorato appello: uomini, per favore, fate questo benedetto primo passo! Scrivete per primi, fingete almento di corteggiare, fateci respirare quell’odore di maschio alfa, fateci credere che esistono ancora i temerari, i John Wayne, non fate le fighette che aspettano sia la donna a scrivere, non è assolutamente un bell’inizio. Non credo di aver mai scritto ad un uomo per prima, ma alcuni  match giacciono ancora privi di messaggio e sinceramente non ne capisco il senso. So che non è facile iniziare una conversazione con una sconosciuta ma, andiamo, cosa può succedere nel peggiore dei casi? Che non vi risponda? Beh, è una stronza, per fortuna ve la siete scampata!

its all total bullshit

Ovviamente la conversazione non è facile da mantenere. Io su questo ho gusti molto difficili (sono una cagacazzi come ha detto il mio amico Roby), ma sulla conversazione si basa tutto. Non dico che dobbiamo parlare di Dostoevskji (anche perché voglio vedere quanti scriverebbero giusto “Dostoevskji” senza googlarlo), ma qualcosa di più brillante di “ciao, come stai?” non lo sappiamo dire? Oppure “Piacere, Marco”, mi verrebbe da dire “piacere è tutto da vedere”. Che poi “piacere” non lo tollero neanche di persona quando conosco qualcuno, figurati se te lo dico senza neanche averti visto. Ci sono poi due domande che bandirei completamente da Tinder (ed in generale da una conversazione a scopo di rimorchio), se non altro agli stadi iniziali della conoscenza: una è “di dove sei?”. Tesoro, sono a trenta chilometri di distanza da dove sei tu, come ci dice la geolocalizzazione, usa la fantasia (o Google maps)! La seconda è “che lavoro fai?”. Ma seriamente? Ciao-di dove sei-che lavoro fai. Cosa sei il modulo per una fidelity card? Sei un questionario della Doxa? Se non ho scritto il mio lavoro nella bio forse è perché non mi va di dirlo a te che sei uno sconosciuto. Forse già parlo di lavoro dalle otto alle dieci ore al giorno e nel tempo libero mi va di parlare di tempo libero. Forse ci sono sette milioni di cose oltre al lavoro che mi qualificano come persona e come donna, e tu devi cadere sul lavoro? Effettivamente sono un po’ cagacazzi. Però posso dire che le migliori conversazioni le ho avute proprio con le persone che non mi hanno fatto queste domande o almeno non le hanno fatte subito. Siate fantasiosi, dite anche stupidaggini, ci sta, divertitevi, siate curiosi. Avete l’occasione di tirare fuori una parte nascosta di voi con qualcuno che non vi conosce, giocatevi questa possibilità. Mal che vada non la sentirete più, ok, whatever!

i m not a bitch

La mia esperienza su Tinder è stata molto più positiva di quello che mi aspettavo: ho conosciuto persone interessanti, persone divertenti, casi umani, qualcuno di veramente brillante, ma di tutti loro parlerò in un post a parte, perché meritano il giusto spazio. Quello che mi ha dato Tinder è stata la speranza che ancora qualche uomo interessante al mondo esiste ma soprattutto mi ha dato una forte autoconsapevolezza, mi ha rassicurato sul fatto che anche se alcune delle mie relazioni del passato sono andate male, sono ancora una donna molto più che desiderabile, una donna che molti uomini vorrebbero conoscere. Mi ha fatto scoprire dei lati di me che non credevo di possedere e ha rispolverato molte cose che pensavo di aver dimenticato. Essenzialmente Tinder ti permette di essere te stesso ma anche di non esserlo: puoi  essere non il te stesso quotidiano ma il te stesso che vorresti essere privo di sovrastrutture, di briglie mentali, di incasellamenti.

Io ve lo consiglio, se non altro avrete qualcosa di cui ridere con le amiche il venerdì sera!

hello my name is fabulous

5 commenti:

  1. Mi hai fatto sorridere. Sembrava una di quelle guide ironiche sulle riviste femminili brillanti.

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  2. Le still da Sex&TheCity sono azzeccatissime :D Mai usato Tinder a dire la verità, anche se sì, mi è capitato di incontrare e uscire con persone conosciute sui social. E mi ritrovo molto in quello che dici tu, soprattutto per le foto perennemente a mostrare addominali e mercanzia... certo che un bel fisico non ci fa schifo, ma mostrarlo come biglietto da visita di certo non fa una bella impressione! :)

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  3. Molto bello questo post. Ho fatto scaricare a un'amica Tinder e ci siamo divertite una sera.
    Anche lei sta iniziando ad esplorare questo nuovo mondo. Le devo far leggere questo post per vedere se concorda con tutto quello che hai scritto

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  4. Ho letto con piacere questo tuo post, mi sono un po' ritrovata, seppur io non abbia usato Tinder, ma Once, altra applicazione simile! Le mie conoscenze virtuali, finora, sono diventate reali in un solo caso (ma era meglio di no), ma con un ragazzo sto portando avanti da qualche mese una conversazione molto piacevole, sebbene, per ora, sia solamente su whatsapp! Chissà che....

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  5. Io vorrei iscrivermi, ma non ho abbastanza coraggio per fare questo passo. L'idea di incontrarmi con persone che non conosco minimamente mi mette l'ansia (mi mettono ansia anche cose più ridicole, sono proprio messa male), per non parlare del fatto che non sono esattamente una chiacchierona (mi piace tanto scrivere e ascoltare, ma parlo poco, ahimè). L'altro giorno ho scaricato l'app Once (ti suggerisce un tot di incontri al giorno), ma niente, l'ho cancellata dopo qualche giorno. Non ho avuto il coraggio.
    Ad ogni modo mi piacerebbe leggere con piacere qualche altro post sull'argomento, magari mi convinci!

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