venerdì 15 gennaio 2016

CINEMA | Macbeth

macbeth fassbender

«Spesso per indurci al male,

gli strumenti della Notte

ci dicono qualche verità

- ci seducono con oneste inezie,

per tradirci nelle cose più gravi»

Mettere su pellicola Shakespeare non è così facile come sembra: nonostante le premesse sicure (storie celebri, copione impeccabile, fortuna centenaria), spesso il rischio è di cadere nel banale, di appiattire la grandezza della pièce, ancora di più se si parla di tragedia. Ma non è certo il caso del Macbeth di Justin Kurzel, complici anche le veramente straordinarie performance di Michael Fassbender e Marion Cotillard.

La storia di Macbeth è certamente nota a tutti: Macbeth, Barone di Glamis, è il generale del re di Scozia Duncan ed è da questo incaricato di sconfiggere l’esercito congiunto di Irlanda e Norvegia, guidato dal nobile ribelle scozzese Macdonwald. In seguito ad una vittoria di cui si era persa ogni speranza, Macbeth, per il suo coraggio e la sua prodezza, viene nominato Barone di Cawdor, ma prima che i messi reali possano comunicargli la notizia egli, assieme al generale Banquo, incontra le Tre Streghe che predicono al primo che sarà Barone di Cawdor e poi re di Scozia, al secondo che sarà padre di una stirpe di re. Inizialmente perplesso per questa strana predizione, Macbeth si stupisce alla notizia della sua promozione a barone di Cawdor e comunica attraverso una lettera alla moglie l’accaduto. Una volta ritrovatisi i due sposi  architettano un piano efferato per portare a compimento l’annuncio delle tre streghe: uccidere Duncan la stessa sera in cui il re sarà loro ospite per omaggiare il valoroso condottiero. Macbeth, dopo aver ucciso il re e fatto ricadere la colpa sul figlio di questi, scappato dal regno per timore, viene effettivamente eletto re e si stabilisce nel castello reale di Dunsinane, ma questo non placa la sua follia: memore delle parole delle streghe non si dà pace poiché si è sporcato le mani del sangue di un uomo giusto affinché la stirpe di Banquo erediti il titolo. A causa di questo pensiero ossessivo fa uccidere anche Banquo e il figlio Fleance, che tuttavia sopravvive, ed inizia ad eliminare chi si oppone alla sua tirannia, conducendo Lady Macbeth alla follia, proprio lei che per prima lo aveva spinto a compiere ogni empietà per raggiungere lo scopo, non riesce più a lavare via il sangue dalle sue mani. Ma la maledizione delle streghe è inesorabile e giunge a compimento quando il bosco di Birnan si avvicina a Dunsinane e Macbeth viene ucciso da Macduff, un uomo non nato da ventre di donna.

macbeth e lady macbeth

Per quanto mi riguarda ho trovato questa trasposizione cinematografica semplicemente perfetta, esattamente come mi aspetto che ogni tragedia shakespeariana venga tradotta su pellicola. La sceneggiatura è fedele alla pièce e la riprende in tutto e per tutto, salvo qualche taglio, ciò permette all’opera di sprigionare tutta la sua potenza espressiva, che come in tutte le opere del drammaturgo inglese risiede nel sapiente uso del linguaggio, anche per esprimere i concetti più banali.

«Il dolore che non parla

bisbiglia al cuore sovraccarico

e gli ordina di spezzarsi»

macbeth-michael-fassbender

Le eccellenti interpretazioni di un cast di una grandezza incommensurabile completano il quadro, regalando a Macbeth e Lady Macbeth due volti che sarà difficile dimenticare negli anni a venire. Michael Fassbender, che ho già amato in tutte le sue precedenti pellicole, è veramente nato per questo ruolo e riesce ad esprimere i dualismo dell’animo del personaggio: inizialmente è esitante, teme l’empietà di un’azione così efferata come l’uccisione di un re giusto, ma accecato dalla brama di potere si macchia le mani e la coscienza di quel sangue; sente il rimorso per quelle azioni, manifestato dalle apparizione dei fantasmi, ma non si pente e porta a compimento il suo destino sotto l’influsso di una follia sanguinaria. La trasfigurazione di Macbeth si legge nel volto posseduto di Fassbender, fortissimo, malefico ma contemporaneamente fragile e disarmato come ogni essere umano beffato dal fato.

«Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo.

Chi osa di più non lo è»

lady macbeth cotillard

Marion Cotillard, le cui istrioniche doti da camaleonte sono ben note, regala un corpo ed uno sguardo penetrante alla spietata Lady Macbeth, uno dei personaggi più ambigui e controversi della storia della letteratura: è crudele e senza alcuna pietà finché si tratta di uccidere il re Duncan, sobillando il consorte con parole piene di veleno; ma la sua natura malvagia non riesce a resistere al senso di colpa fino a farla impazzire e morire. Struggente è proprio la scena in cui la si vede ormai preda della follia, parlare con il figlio morto e vagare nella brughiera scozzese priva di senno ed incapace di togliere il sangue dalle sue mani colpevoli.

«Venite, Spiriti,

che presiedete a pensieri di morte, toglietemi il sesso,

e riempitemi tutta, dalla testa ai piedi

della più spietata crudeltà! Rendete denso il mio sangue,

fermate l’accesso e il varco alla compassione

affinché nessuna compunta visita dei sentimenti naturali

scuota il mio tristo proposito o ponga tregua

tra questo e l’esecuzione! Venite alle mie mammelle di donna,

e mutate il mio latte in fiele, voi, ministri d’assassinio, dovunque

nelle vostre sostanze invisibili

attendete ai misfatti della Natura! Vieni, densa Notte,

e avvolgiti nel più scuro fumo d’Inferno,

affinché il mio coltello acuminato non veda la ferita che fa,

né il cielo s’affacci attraverso la coltre del buio,

per gridare “Ferma, ferma!”»

Macbeth

La regia di Kurzel è magistrale: sa su cosa indugiare e cosa trascurare o ridimensionare, per creare un capolavoro, narrativo e visivo. Le inquadrature, la fotografia, la saturazione, la luce fredda alternata a quella calda, riescono a ricreare un universo visivo incancellabile dalla memoria ed emotivamente carico di una eccezionale carica tragica. Personalmente ho trovato a dir poco brillante anche l’espediente rappresentativo dell’incendio del bosco di Birnan: l’idea che il bosco si avvicini a Dunsinane attraverso la cenere è semplicemente geniale e quasi supera per creatività quello utilizzato da Shakespeare stesso (originariamente infatti ai soldati dell’esercito inglese condotto dai figli di Duncan per riappropriarsi del regno viene ordinato di tagliare un ramo degli alberi del bosco e di nascondersi dietro tali rami per nascondersi durante l’attacco alla fortezza).

In poche parole, è un film assolutamente da vedere, specialmente se si è appassionati di Shakespeare e di tragedia (a proposito avete letto QUESTO POST sulla tragedia greca e di quanto poco ha insegnato alla tv del dolore di oggi?).

Una piccola curiosità per chi non sapesse la leggenda di Banquo e si stesse ancora interrogando sul perché gli viene predetto di essere padre di una stirpe di re: la leggenda vuole che Fleance, figlio di Banquo, scappato dal tentativo di uccisione da parte dei sicari di Macbeth, fugga in Galles dove sposa la figlia del Re e concepisca un figlio, Walter, che torna poi in Scozia dove diventa luogotenente generale del regno, che in inglese si dice Steward; per apofonia il termine diventa Stuart, per cui si narra che la famiglia reale degli Stuart derivi proprio dalla stirpe di Banquo.

Avete visto Macbeth? Cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

 

 

 

10 commenti:

  1. Ho letto molte volte la tragedia di Shakespeare e dalla tua recensione non vedo l'ora di andare a vedere il film! Adoro poi i due attori, Fassbender è un monumento e la Cotillard è sempre magnetica, oltre che bellissima!

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  2. Michael Fassbender mi piace, ogni volta di più. Non so se hai visto The Conseulor: film discutibile ma con un bel cast. Lui ha recitato meravigliosamente.
    E mi piacerebbe molto vederlo anche in Macbeth. Spero di averne occasione.

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    1. Beh con Fassbender si sfonda proprio un portone spalancato!

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  3. Hai ragione, portare Shakespeare al cinema è una cosa difficile, anche perché la sua innata predisposizione teatrale rischia di sembrare esagerata in pellicola.
    A quanto pare questo di Justin Kurzel (non l'avevo mai sentito nominare a dire il vero!) è stato un ottimo tentativo. Devo recuperarlo, fosse solo per contemplare qualche ora quel bellissimo uomo che è Fassbender ;)

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    1. Sì io credo che la scelta sia stata volontariamente di restare fedeli alla tragedia, senza tuttavia risultare mai iperbolici!
      Poi vabbè, Michael un vero pezzo d'uomo...

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  4. visto pochi giorni fa e mi è piaciuto molto. Ho adorato Fassbender e Cotillard, davvero convincenti e intensi come pochi altri attori ho visto sullo schermo. Fotografia e inquadrature stupende, il paesaggio scozzese diventa anch'esso un personaggio della pellicola. Ammetto, in qualità di non appassionata di teatro(non perchè non mi piaccia ma semplicemente perchè non ho mai avuto l'occasione di andarvi), che in certi momenti ho trovato un pò "pesante" seguire i dialoghi,trattandosi di un linguaggio fedele all'opera originale, ma questo passa assolutamente in secondo piano rispetto a tutto il resto. Ora vorrei rivedere il film in lingua originale però, per poter apprezzare in toto la performance di questi due grandi attori, che comunque,con l'eccellente doppiaggio italiano non perde smalto.

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    1. Io sono una fedele appassionata dei doppiatori italiani perché li reputo bravi tanto quanto gli attori: il loro è un lavoro delicato e molto difficile.

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  5. purtroppo non sono riuscita a vederlo, nonostante ci fosse la volontà, perché nei cinema bresciani è rimasto giusto una settimana... spero di recuperarlo, se non al cinema, su sky

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    1. Lo spero per te perché vale davvero la pena!

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Mi piace sapere cosa ne pensate! Grazie per aver commentato!