martedì 20 febbraio 2018

LIBRI | Il 2017 in libri

libri 2017

Proprio stamane (con incredibile tempismo visto che avevo deciso di scrivere proprio oggi il post sulle letture del 2017), il mio amico Andrea mi ha inviato un link molto interessante su un lettore seriale, laureato in Matematica e di professione bibliotecario digitale in cui catalogava le sue letture secondo diversi criteri (che solo un matematico può concepire) dal 2008 al 2017. Questo mi ha fatto riflettere sulle mie letture di cui tengo traccia dal 2011 (e se siete curiosi o cercate idee di seguito gli annali di tutte i libri che ho letto da allora: 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016) e facendo un rapido conto ho iniziato e completato 145 libri, tutti di narrativa, il mio genere preferito (ovviamente sono esclusi i – molti – libri letti per studio); spalmati in sette anni (contemplo anche il 2017 di cui parlerò a breve) sono mediamente 20.7 libri all’anno, non pochi ma neanche abbastanza. Se penso a quanti romanzi che vorrei leggere ma che non ho ancora affrontato mi viene un momento di sconforto ma questo mi permette di fare un buon proposito per il nuovo anno, ovvero leggere di più!

Questa considerazione si ricollega al fatto che nel 2017 ho letto veramente poco, a causa del tempo molto scarso a disposizione o più spesso alla stanchezza che mi faceva chiudere gli occhi sul cuscino con ancora il libro in mano dopo appena poche facciare. Tuttavia, a fronte di una quantità esigua, devo dire che ho letto alcuni romanzi che veramente mi hanno segnato, uno in particolare. Ma senza tergiversare ulteriormente, eccoli qui!

Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve: ho scelto questo libro perché volevo leggere qualcosa di leggero e divertente dopo la saga di Elena Ferrante L’amica geniale; mai scelta fu più azzeccata: non solo un libro veramente divertente e a tratti surreale, ma anche una scrittura piacevole, che mi ha accompagnato in un momento di leggerezza qualitativa; raramente mi piacciono così tanto romanzi comici o divertenti!

Alexander Dumas, Il Conte di Montecristo: “è una storia di amore e di vendetta, praticamente un libro per te!”, quando la mia amica Giulia me lo ha descritto così ho capito che dovevo leggerlo ed infatti è stata una delle letture migliori dell’anno (non fosse per un altro libro che ha surclassato tutto), a riconferma che i classici restano sempre i miei preferiti, specialmente quando la struttura narrativa è così solida e di ampio respiro.

Gianrico Carofiglio, Passeggeri notturni: Ho letto questo libro dopo averne ascoltato l’audiolibro: ho trovato i racconti narrati così intimi e struggenti che ho voluto goderne anche del piacere della lettura. Si tratta di una lettura rapida e poco impegnativa che però lascia una sensazione di estrema completezza: non saprei come altro descriverla!

Massimo Gramellini, Fai bei sogni: ho acquistato questo libro impulsivamente su Amazon dopo aver letto una recensione che lo definiva “la storia di un uomo che non è capace di amare”, si adattava molto bene all’attualità di quel momento! Nel complesso una lettura gradevole, che induce qualche riflessione e soprattutto con una scrittura fluida ed introspettiva.

Oriana Fallaci, Il sesso inutile: un viaggio intorno al mondo per scoprire le diverse condizioni di vita delle donne in società completamente diverse da quelle delle donne occidentali. Molto interessante, sebbene la Fallaci che piace a me è quella del romanzo (Insciallah, prima di tutto, ma anche Un cappello pieno di ciliegie ed Un uomo).

Emile Zola, Il paradiso delle signore: Ho scelto questo libro perché raccontava la vita in un grande magazzino, le dinamiche sociali che si instaurano nelle grandi catene ante litteram, oltre per il fatto che Zola mi piace molto come scrittore. Avendo avuto un’esperienza di lavoro in un ambiente simile a quello narrato, ho trovato incredibilmente veritiero il racconto ed assolutamente attuale anche se ambientato a fine Ottocento: come a dire, nulla cambia! L’argomento può sembrare fatuo, ma in realtà molte sono le riflessioni sociali e sulle condizioni di lavoro e la scrittura è sicuramente impegnativa: non lo considererei un romanzo leggero, anche se altri sono romanzi di Zola che preferisco, come L’Ammazzatoio o Nanà, con tematica ben più ruvida.

Margaret Mitchell, Via col vento: ed eccolo qui il capolavoro del 2017. Letto questo libro, tutti gli altri svaniscono. Mi fanno sempre molto ridere le persone che pensano che Via col vento sia una storia d’amore: in questo romanzo è raccontato tutto fuorché l’amore. I protagonisti, Rossella e Rhett, sono due farabutti, egoisti e truffaldini, che realizzano la propria esistenza a scapito di quella degli altri e si fanno la guerra dalla prima all’ultima pagina. Eppure la potenza narrativa di questo romanzo è trvolgente; le tematiche trattate (guerra, povertà, fame, il crollo di tutti i sogni) sono incredibilmente attuali anche se declinate in secoli che sembrano lontani anni luce. Margaret Mitchell scrive un capolavoro, un romanzo che dovrebbe essere letto a scuola e sviscerato in ogni suo aspetto, al pari di romanzi degni di decisamente minor nota che vengono riportati nelle antologie. Questa storia, questa letteratura, dovrebbe essere letta da ogni ragazza, affinché ne tragga insegnamento e comprenda quale può essere la forza di una donna, forza che gli uomini si sognano di avere. Ma Via col vento merita un post a sé e spero un giorno di trovare le parole giuste per raccontarlo. Io intanto lo consiglio ad ogni donna che conosco o che incontro, sperando di contagiarle tutte, sperando che tutte diventino uno Rossella!

Elena Ferrante, L’amore molesto: Elena Ferrante ha una capacità di gestire la parola che la rende simile ad un illusionista: riesce a creare mondi che non pensi possano esistere. Questa capacità, la sua estrema padronanza della lingua si riconferma anche in questo romanzo, che tuttavia ha una potenza narrativa infinitamente minore rispetto a quella che si trova nelle pagine di L’amica geniale.

John Williams, Stoner: ne avevo sentito moltissimo parlare (in positivo) ed ero molto curiosa di leggerlo. Al momento mi era anche piaciuto molto, ma ora che sono passati mesi devo ammettere che non ha lasciato particolari segni nella mia memoria letteraria. Non trovo parole migliori per descriverlo se non quelle che utilizza Margherita di Nulla di preciso in QUESTO POST. Lei lo ha descritto alla perfezione come certo io non avrei saputo fare.

Roberto Saviano, Gomorra: una prosa scabra, a tratti dolente, accompagna le vicende tristemente note dalla camorra. Impossibile non riflettere e rivedere molte delle proprie scelte di vita, della vita più banalmente quotidiana, spesso dettate da scarsa consapevolezza ed ignoranza, a fronte delle riflessioni e della cronaca narrata in questo libro, a metà tra un romanzo ed un reportage. Ho visto anche il film che ne è stato tratto, subito dopo, anch’esso violento non solo nei contenuti, ma anche nel linguaggio visivo freddo e dolentemente penetrante. Anche se il libro arriva ben più a fondo nella coscienza.

Nick Hornby, Alta fedeltà: Nick Hornby non è sicuramente il mio scrittore preferito, ma devo convenire che ha una scrittura estremamente gradevole e riesce a dare un aspetto interessante anche alle vicende più comuni. Ho apprezzato molto la capacità del protagonista (maschile) di mettersi rovinosamente a nudo in tutta la sua debolezza ma nel contempo a trovare una giustificazione continua alle proprie azioni. La mia sensazione è che si tratta di un libro da uomini, che solo un uomo può amare veramente: una donna può comprenderlo ed apprezzarlo, ma difficilmente riuscirà ad immedesimarsi in un personaggio così indulgente con se stesso.

Kazuo Ishiguro, Quel che resta del giorno: Già da molto tempo ero curiosa di leggere questo romanzo, quando Ishiguro è stato consacrato per il nobel per la Letteratura lo scorso anno ho capito che non c’era più tempo da perdere. Una prosa perfetta, uno sguardo riservato eppure penetrante sul mondo. Lo ameranno tutti gli estimatori di Downton Abbey ed in genere chi vede nella forma non solo qualcosa di superficiale ma uno degli aspetti della sostanza.

Andrea Marcolongo, La lingua geniale – Il Greco: altro libro acquistato d’impulso in libreria vedendolo in avancassa (ah, il potere del visual merchandising!) e provando una potente nostalgia per la mia materia preferita del Liceo! Un bellissimo saggio che permette di comprendere molte sfumature della grammatica greca che inevitabilmente si perdono durante lo studio sui banchi di scuola. Io il greco l’ho sempre amato, ma se avessi letto questo libro anni orsono sicuramente lo avrei amato ancora di più!

Oltre alla lettura tradizionale ho sperimentato gli audiolibri, questo a causa delle moltissime ore trascorse alla guida, ore che volevo sfruttare e non considerare come una perdita di tempo. Ho sfruttato Audible, piattaforma supportata da Amazon, ma devo dire che la scelta (compatibilmente ai miei gusti di lettura) era piuttosto limitata per cui dopo qualche mese ho abbandonato. Ho ascoltato alcuni libri molto interessanti, che magari non mi sarebbe venuta voglia di leggere su supporto cartaceo ma che mi incuriosivano, per cui, trovando una piattaforma più fornita penso che vorrei ricominciare con l’audiolettura per tutte le ore che trascorro in auto. Nel dettaglio questi sono i libri che ho ascoltato.

Guy de Maupassant, L’eredità
Banana Yohimoto, Viaggiatori nella notte
Alessandro Baricco, Senza sangue
Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari
Amélie Nothomb, Stupore e tremori
Francis Scott Fitzgerald, Il diamante grande come il Ritz
Georges Simenon, La camera azzurra

Qualcuno utilizza gli audiolibri? Avete qualche app da consigliarmi di questo genere? E soprattutto, qual è stato il vostro libro preferito del 2017?

5 commenti:

  1. Non so aiutarti per gli audiolibri perché al momento non mi attirano, seppur con la loro comodità nei tempi morti. Io ho risolto con uno smartphone molto grande che mi fa da ebook, ma ovviamente non puoi leggere alla guida.
    Anche io ho letto poco, perché arrivo spesso stanco, e al momento mi sono impelagato in Foer... Comunque tu non hai letto proprio poco poco dai! Son sicuro di avere in libreria Fai bei sogni, e mi segno Quel che resta del giorno.

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    1. Per me la lettura su carta vince su tutto (ancora non mi sono convertita agli ebook reader infatti, eh eh).
      Il buon proposito è cercare appunto di arrivare meno stanca la sera per leggere di più. Vedremo, eh eh!

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  2. Io ho una sincera avversione per gli audiolibri. Mi pare eresia pura, blasfemia estrema. Il paragone immediato è quello di cibo pre-masticato. Per me la lettura non può essere "orale". Ho provato anche a dirmi che l'Odissea- uno dei testi più belli DI SEMPRE- in fondo era un audiolibro ma niente, non ce la faccio.

    Ciò detto, abbiamo moltissime letture e pareri in comune. Tranne Via col Vento che io ricordo come assolutamente nella media (ma l'ho letto almeno 25 anni fa) e L'Amore molesto, che invece amo moltissimo (ma ho letto anche questo più di 20 anni fa e credo che averlo fatto prima del'Amica Geniale faccia la differenza).

    Mi segno il Conte di Montecristo, sei la seconda che mi dice valere la pena.

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    1. Posso comprendere la tua avversione, del resto era anche la mia fino a poco tempo fa. Come dicevo, io non uso neanche gli ebook reader perché sono un'integralista del libro cartaceo (forse feticista più che integralista), ma le prospettive cambiano molto quando fai tremila chilometri al mese in macchina e trascorri buona parte della giornata alla guida. Sembrano veramente ore perse (anche perché, diciamocelo, la radio non offre molte soddisfazioni e c'è troppa pubblicità!) e gli audiolibri sono ottimi compagni in queste circostanze. Inoltre ascolto libri che non avrei voglia di leggere ma che mi incuriosiscono.

      Per quanto riguarda i libri, effettivamente penso che il momento in cui leggi un libro sia determinante per creare con lui un'affinità più o meno forte, proprio come dici tu.

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  3. Sai che non ho mai considerato gli audiolibri? Una volta avrei storto il naso ma adesso che il tempo mi scivola via tra le mani potrebbero essere un' opzione

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